L’infanzia di un capo per I Lunedì del cinema

L'infanzia di un capo
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L’infanzia di un capo è il film de I lunedì del cinema previsto per il 23 ottobre alle 21 allo Spazio Gloria. Esordio dietro alla macchina da presa di Brady Corbet (apprezzato attore in film come Funny games e Melancholia) che a Venezia ha meritato il Premio Luigi de Laurentiis per la miglior opera prima e il Premio Orizzonti per la miglior regia, narra del giovane americano Prescott, che vive a Parigi con la madre mentre il padre lavora al Trattato di pace per la fine della Prima Guerra Mondiale. L’aspetto angelico del bambino nasconde un carattere molto diverso.

L’infanzia di un capo (Francia, 2015, 113 minuti) di Brady Corbet con Robert Pattinson, Stacy Martin, Bérénice Bejo, Liam Cunningham e Sophie Curtis
Liberamente ispirato a un racconto di Jean – Paul Sartre e girato in 35mm, il film racconta, in quattro atti, la vita del piccolo Prescott (Tom Sweet) nella villa vicino a Parigi dov’è alloggiato con i suoi genitori. Il papà (Liam Cunningham), consigliere del presidente americano Wilson, lavora alle stressanti trattative di definizione di quello che diventerà il famigerato trattato di Versailles, appena dopo la fine della Prima guerra mondiale. La formazione del carattere di Prescott è segnata da una precoce tensione intellettuale e da frequenti scatti d’ira, che portano inevitabilmente alla continua ridefinizione degli equilibri di potere familiare. Fra le storture e le ipocrisie sociali che avvelenano una coscienza al suo nascere e la preparano ad una sorte colpevole, si consuma lo scontro tra lo sterile e vigliacco mondo maschile dei diplomatici, e dell’ambiguo amico di amiglia Charles Marker (Robert Pattinson), e quello femminile, al contrario vitale e vibrante, che circonda il bambino con le tre profondamente diverse figure di donna che gestiscono la sua vita: l’austera e religiosa mamma (Bérénice Bejo), la dolce governante (Yolande Moreau) e la fragile insegnante di francese (Stacy Martin). In quella che è una lampante e allo stesso delicata simbologia del male del fascismo che di lì a poco infetterà l’Europa, la consapevolezza auto-affettiva di Prescott si addensa inesorabilmente nel nichilismo del primo dopoguerra, che alzerà appunto il sipario alle tirannie del Ventesimo Secolo.

Ingresso a 7 euro (intero) o 5 euro (ridotto) con tessera Arci.

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