Lettere da Berlino al Cineforum

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Com’è possibile avversare un pensiero totalitario mentre un’intera nazione sembra essersi consegnata, consenziente, alla dittatura affrontando anche l’orrore di un conflitto mondiale? Per i coniugi Quangel, che hanno perso il loro unico figlio in quella guerra insensata, la soluzione sta in una serie di cartoline (e non di lettere, come nell’inspiegabile titolo italiano) che mettono in dubbio tutto: abbandonate quasi casualmente in vari luoghi di Berlino, chiedono di essere raccolte e lette, seminando lo scompiglio. È la storia di Lettere da Berlino, che il regista Vincent Perez ha tratto dal romanzo di Hans Fallada Ognuno muore solo e che è in cartellone al Cineforum dell’Astra di Como martedì 14 e mercoledì 15 novembre alle 15.30 e alle 21. Una piccola, ma potente azione di resistenza, perché avversare il Führer era impensabile, si aveva paura anche solo a raccogliere quelle cartoline per poi correre a consegnarle alla polizia sperando di non essere coinvolti. E i due coniugi sanno di non avere vita lunga, in una nazione dove denunciare chi non si conforma è un dovere di Stato. Ma se questo film ha un pregio non è solo quello di avere portato al grande pubblico la storia di Otto e Elise Hampel (anche se i loro nomi sono stati cambiati), ma aver sottolineato che la Germania di Hitler non era composta da un monoblocco di acritici filonazisti.

Lettere da Berlino (Germania, 2015, 97 minuti) di Vincent Perez con Emma Thompson, Brendan Gleeson, Daniel Brühl, Mikael Persbrandt, Katharina Schüttler e Uwe Preuss
Berlino, 1940. All’indomani dell’occupazione di Parigi da parte delle truppe tedesche, una lettera della Wehrmacht notifica la morte del figlio di Otto e Anna Quangel sul fronte francese. Caduto per la patria e in nome del Führer, Hans era la bella ragione di vita di Otto e Anna che inconsolabili intraprendono una resistenza silenziosa con carta, penna e scrupolo. Munito di guanti per non lasciare impronte, Otto redige cartoline antinaziste che deposita in luoghi strategici con la speranza di risvegliare la coscienza tedesca e porre fine alla follia hitleriana. Assoldato l’ispettore della Gestapo Escherich, inizia una serrata caccia all’uomo.

Ingresso riservato ai tesserati.

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