Le Barriere di Denzel Washington

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La carriera parallela del Denzel Washington regista consta, a tutt’oggi, di tre lungometraggi. Ha esordito nel 2002 con Antwone Fisher, un film intenso dove l’attore, che si è comunque ritagliato un ruolo secondario, ma importante, ha brillato proprio per la misura e il rigore dietro alla macchina da presa. Nel 2007 il bis con The great debaters – Il potere della parola, un altra pellicola di intensa profondità morale accolta, anche in questo caso, con grande favore dalla critica ed entrambi i titoli, è bene sottolinearlo, non saranno stati grandi campioni di incassi, ma hanno guadagnato molto bene segnalando Washington come regista capace e sicuro. Ma ci sono voluti quasi dieci anni per un terzo film anche da regista: semplicemente sceglie di dirigere solo opere che intende personalizzare e con Barriere, il film in programma lunedì 15 maggio al Cinelandia di Como e martedì 16 e mercoledì 17 al Lux di Cantù per la rassegna Cinema di qualità, ha, probabilmente, realizzato il suo capolavoro, finora anche se tra le quattro nominations che ha ricevuto dalla Academy mancava proprio quella per la regia anche se gareggiava come miglior film. Era candidato lo stesso Washington come attore protagonista, ma la statuetta, meritatissima, è andata a Viola Davis, miglior attrice. Il film è l’adattamento cinematografico dell’opera teatrale del 1983, vincitrice del premio Pulitzer per la drammaturgia, Fences di August Wilson, accreditato come sceneggiatore del film nonostante sia morto nel 2005.

Barriere (Usa, 2016, 138 minuti) di e con Denzel Washington e con Viola Davis, Stephen Henderson, Russell Hornsby e Mykelti Williamson
Netturbino nella Pittsburgh degli anni Cinquanta, Troy Maxson combatte ogni giorno contro le ingiustizie sociali e i demoni interiori. Spirito indomabile e ciarliero, ha una moglie, un’amante, un amico inseparabile e due figli di cui non approva le vocazioni. Lyons suona il jazz e Troy canta il blues, Cory pratica il football e Troy gioca a baseball. Chiuso nel recinto che sta costruendo per Rose e in quello che ha innalzato nel cuore, Troy è un’onda implacabile che frange i suoi affetti. Inviso al figlio minore, a cui tarpa le ali per proteggerlo dalle discriminazioni razziali, e persuaso dall’amico a prendere una decisione sulla sua (doppia) vita, confessa alla moglie il tradimento e spalanca tra loro un abisso di dolore. Rimasto solo nel cortile del suo scontento, Troy ricompone i brandelli esistenziali e aspetta la morte. Biglietti a 5 euro.

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