Justice League, i supereroi DC tentano l’impresa.

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Approdano gli eroi sul grande schermo, ancora una volta il mondo è a rischio invasione aliena e solo la più potente combinazione di supereroi leggendari può sventare tale minaccia. Non è da tutti i giorni veder assieme Batman, Wonder Woman, Flash, Superman, Cyborg e Acquaman, almeno non in un film. Di fatti dopo Avengers della Marvel Studios arriva la Justice League della DC Comics, prodotto della Warner bros.

Il film diretto da Zack Snyder, scritto da Chris Terrio e Joss Whedon (regista di The avengers), ha il compito arduo di far riemergere definitivamente questi personaggi dal loro sepolcro involutivo e dargli nuova linfa vitale nel mondo cinematografico, con la speranza di poter competere con gli odiati cugini della Marvel Comics e far fruttare un merchandising, fin ora, poco sfruttato ma dalle grandi potenzialità.

Si perché Justice League, gruppo noto nel mondo dei comics ancor prima degli Avengers, ha fruttato innumerevoli milioni di dollari in vendite, se consideriamo i quasi 50 anni di storia che hanno caratterizzato questo fumetto a oggi. Ciò che si trascura ovviamente, a ogni cinecomics degli ultimi vent’anni, è la fedeltà con la controparte cartacea che non sempre soddisfa le aspettative.

In questo la Marvel studios un po’ ci ha viziato perché, il mondo creato appositamente per l’universo cinematografico partito dal 2008 a oggi, sebbene sia scostato dalle storie del fumetto, ha sempre avuto un equilibrio e una buona dose di coerenza nel rispettare certe cronologie narrative, indispensabili per l’apprendimento della storia e la comprensione degli avvenimenti descritti.

Quasi ci sarebbe da sorprendersi nel vedere costruirsi, in casa Marvel, addirittura tre cicli di narrazione interamente collegati fra loro, peculiari dettagli e riallacciamenti ad altri film, presentazioni accurate dei personaggi con rispettive evoluzioni. Questo è tutto sommato quello che ha reso la Marvel la vera e propria pioniera del cinema a narrazione seriale, una vera è propria macchina da soldi che fattura enormi capitali ogni anno.

Purtroppo non si può dire lo stesso della Warner Bros, indubbiamente una delle major di Hollywood più prestigiose di sempre, ma poco ferrata in fatto di cinecomics a esclusione, naturalmente, della leggendaria trilogia Di Christopher Nolan del cavaliere oscuro e il primo Batman di Tim Burton. Non stiamo parlando di film fatti male, o di attori non all’altezza del ruolo, tecnicamente tutto è al suo posto, preciso ed esteticamente meraviglioso. Qui si sta parlando di storia, di sostanza, perché un film non è fatto solo di bei muscoli, donne affascinanti e effetti speciali qua e là. Fare un film significa saper raccontare una storia con del materiale audiovisivo, se la storia decade si rischia di avere un videoclip di enorme durata, bello da vedere ma superficiale, e incapace di generare sentimento alla sua visione.

Justice League si presenta cosi, con una storia scopiazzata da altre mille storie già viste e con innesti presi da altri film dello stesso genere, cambiando nomi e dinamiche, ma mantenendo un montaggio approssimativo che non ti descrive accuratamente i personaggi e la situazione cercando inutilmente di dare ritmo e velocità al susseguirsi degli eventi. Chi è Flash (Ezra Miller)? Da dove arriva Acquaman (Jason Momoa)? Cosa ha portato Batman (Ben Affleck) ad avere un atteggiamento di questo tipo? Migliaia di interrogativi a cui io sapevo rispondere semplicemente perché leggo fumetti da quando sono bambino, ma, per lo spettatore medio, questo non è così scontato. Inoltre, inevitabilmente, si cade sempre su un grandissimo problema che si ripercuote non solo su questo film ma anche su molti altri (persino in casa Marvel) che è l’assenza totale di un antagonista ben caratterizzato.

Abbiamo miriadi di personaggi buoni con i loro lati oscuri, le loro debolezze, le loro relazioni tormentate e non vi è un nemico che sia altrettanto ben costruito da potergli dedicare attenzione permettendogli di accaparrare la nostra stima. Addirittura in questo film si utilizza un personaggio totalmente realizzato in computer grafica, privo di espressioni e sentimento, contornato da uomini insetto altrettanto artificiali, completamente decerebrati.

Come al solito, in quasi tutti i film della Dc, c’è da aspettare la versione home video per vedersi la versione estesa del film completa di 50 minuti aggiuntivi di scene, ma non credo che questo possa valorizzare ulteriormente la pellicola. Se non altro wonder Woman sembra esser il personaggio meglio riuscito e più delineato rispetto agli altri. Ottima la performance della bellissima Gal Gadot, la fotografia del film è impeccabile come in tutte le opere di Zack Snyder (300, Sucker Punch) ed alcune scene d’azioni veramente ben realizzate.

La trama è la seguente: Dopo la morte di Superman (Henry Cavil), l’umanità è sola e impaurita. Una minaccia antica torna a far sentire la sua apocalittica presenza. Batman prova a radunare individui speciali, dotati di superpoteri, per formare una squadra di protettori della giustizia: l’amazzone Wonder Woman, l’atlantideo Aquaman, il velocissimo Flash e l’ibrido uomo-macchina Cyborg (Ray Fisher).

Justice League non convince. Tanto entusiasmo, molte le scene divertenti (la comicità di Flash sempre azzeccata nello smorzare i toni seriori del film), ma tolte certe piccole genialate ludiche JL resta un film scarno di sostanza e con poca profondità, dando l’impressione di esser fatto in maniera approssimativa e superficiale contribuendo ad affossare inesorabilmente la valorizzazione dei personaggi Dc. Davvero un gran peccato, a mio avviso, perché da fan mi aspettavo qualcosa di un po’ più curato e meno artificiale. Il fumetto è un’opera d’arte a tutti gli effetti, se solo fosse stata messa la metà della passione che viene riservata alla realizzazione di un album cartaceo della JLA (Justice League of America), per questo film avremmo parlato di un capolavoro. Ma non è così.

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