In Sri Lanka con il Lake Como Film Festival

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Il Lake Como Film Festival prosegue negli spazi dell’ex Monastero di Sant’Abbondio con un nuovo titolo in gara per Longscapes, il concorso internazionale dedicato a lungometraggi che mostrano uno stretto legame tra cinema e paesaggio. Sono sette film in tutto, non ancora distribuiti in Italia e provenienti dai più prestigiosi festival internazionali. Il riconoscimento sarà conferito da una giuria composta da operatori del cinema e a questo va a sommarsi il premio Longscapes Insubria, assegnato dagli studenti dell’Università dell’Insubria di Como. Una proiezione pomeridiana in Aula magna alle 16.30 e una serale, alle 21.30, nei giardini del monastero (in caso di cattivo tempo anche la proiezione serale si terrà in Aula Magna).

Martedì 27 giugno Burning birds (Sri Lanka / Francia, 2015, 84 minuti) di Sanjeewa Pushpakumara
Nel 1989, in un piccolo villaggio rurale dello Sri Lanka, Kusum deve affrontare il dramma della miseria e della violenza dopo che il marito è stato barbaramente ucciso dall’esercito, nel pieno di una guerra civile che ha devastato il paese per 26 anni. Per mantenere i figli a scuola, la donna accetta i lavori più umili fino a spingersi a lavorare in ambienti solo per uomini. Privata di ogni dignità, la donna comincia una dolorosa e inesorabile discesa nell’abisso. Sanjeewa Pushpakumara costruisce questa opera con grande attenzione per i paesaggi dello Sri Lanka, creando una fascinazione mista a ribrezzo, una pornografia del degrado umano dove prevalgono i ritratti dei personaggi con quadri fissi o quasi, come dei tableau vivant.

Nel pomeriggio, tra una proiezione e l’altra, alle 18, il primo appuntamento di Longscapes incontri.

Paesaggio, bene comune, a cura di Emanuele Boscolo
La nozione novecentesca di paesaggio, tributaria dell’estetica crociana, era riferibile a limitate frazioni del territorio connotate da esorbitanti valori estetico-formali. Entro questo schema, alla massima tutela circoscritta ad alcuni beni si correlava l’attribuzione all’urbanistica della funzione di programmazione in chiave meramente funzionalistica degli usi del territorio ordinario. Queste logiche sono state rimesse in discussione nel periodo più recente anche in seguito al recepimento della Convenzione Europea del Paesaggio, fortemente condizionata dalla matrice culturale della Landskape Ecology. Le punte più avanzate di questa riflessione portano a considerare il paesaggio ‘a strati’: il primo strato è ancora rappresentato dai beni paesaggistici di eminente valore estetico; al secondo strato sono ascrivibili i paesaggi ‘della vita quotidiana’, carichi di valenze identitarie in cui si rispecchiano le singole comunità insediate; nel terzo strato ricadono i beni e i paesaggi degradati, per i quali occorre immaginare politiche attive di riqualificazione. Il paesaggio innovativamente esteso all’intero territorio necessita di un lavoro di riconoscimento identitario-valoriale, nel quale le comunità debbono essere ascoltate e coinvolte. Il paesaggio “sociale e democratico” (non è più l’autorità a sancire il meritevole di tutela…) presenta tutti i caratteri tipologici di un bene comune. Un bene comune costituito da un mosaico di oggetti territoriali indifferentemente privati e pubblici (una facciata, una piazza, un bosco, etc.). Un bene comune dominicalmente parcellizzato ma unitariamente percepibile, rispetto al quale gli strumenti del diritto debbono definire regole e condizioni affinché ogni trasformazione riguardante un singolo bene non determini una svalutazione dell’idoneità del paesaggio a generare senso. Un compito che il diritto può assolvere solo nel confronto con l’estetica contemporanea ma anche con la gestaltica e le neuroscienze, che hanno molto da dirci rispetto alle traiettorie e ai funzionamenti della percezione. Boscolo è professore di diritto amministrativo al dipartimento di diritto, economia e culture. Autore di quattro monografie e di oltre centocinquanta contributi sui temi del procedimento amministrativo, dei servizi pubblici, delle acque, del governo del territorio, della tutela dell’ambiente e del paesaggio, partecipa attivamente al dibattito in corso sui beni comuni materiali e al processo di rinnovamento della nozione di paesaggio.

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