Il mito di Amy sullo schermo al Sociale

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Dopo Velvet goldmine, ispirato a David Bowie, ma non direttamente dedicato a lui, la rassegna Il cinema va a teatro, “costola” dei Lunedì del cinema al Teatro Sociale, il 13 febbraio alle 20.30 propone Amy – The girl behind the name, il documentario realizzato da Asif Kapadia e incentrato, naturalmente, sulla vita di Amy Winehouse, la celeberrima cantante inglese scomparsa nel 2011 a soli 27 anni. Kapadia era reduce dai grandissimi consensi di Senna, un’altra biografia per immagini, dedicata, in quel caso, al grande campione di Formula 1, scomparso a sua volta tragicamente. Amy è stato presentato fuori concorso al 68° Festival di Cannes e include immagini e filmati d’archivio inediti sull’artista, per rispondere alla domanda che si è posto il regista e da cui parte il senso di tutta questa operazione: «È successo qualcosa con Amy Winehouse. E io volevo capire come questo qualcosa potesse essere accaduto proprio davanti ai nostri occhi. Come può una persona morire così al giorno d’oggi? Non si è trattato di un episodio improvviso: in qualche modo sapevamo che sarebbe potuto accadere perché Amy stava percorrendo quella strada». E il filo conduttore è stato individuato nei testi delle canzoni.

«Questa per me è stata la vera rivelazione: la scrittura di Amy. Tutti sanno come cantava, ma forse solo pochi si rendono conto di quanto scrivesse bene. Ha scritto testi e musica: tutto era suo». Una ricerca premiata con un Oscar prer il miglior documentario. E questo film in Gran Bretagna è il secondo miglior incasso di sempre tra i documentari. Con i suoi 3.44 milioni di sterline ha superato lo stesso Senna e La marcia dei pinguini mentre al primo posto si trova Fahrenheit 9/11 di Michael Moore. Tra i pochi detrattori di Amy ci sono i suoi genitori, in particolar modo il padre, Mitch Winehouse. Pur avendo caldeggiato il nome di Kapadia, stimandone il lavoro, non ha riconosciuto la figlia, e soprattutto se stesso, nel filmato in cui, a suo dire, è descritto come il “cattivo” di tutta la storia, una tesi che il regista avrebbe sostenuto a priori mentre tutta la produzione, che ha potuto contare sull’appoggio iniziale della famiglia, afferma di non avere avuto alcun preconcetto.

Alle 20 il consueto preludio musicale dal vivo con la Teresa Ciceri Jazz Orchestra del liceo musicale di Como diretta da Mauro Ciccarese. Musiche di Duke Ellingron, Thelonious Monk, Herbie Hancock, Earth, Wind & Fire e Chicago. Biglietti a 7 euro.

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