Il mio Godard per Essai

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Padre della Nouvelle vague, autore di capolavori come All’ultimo respiro – sicuramente uno degli esordi più fulminanti della storia del cinema – Il disprezzo, Bande à part e tanti altri lungometraggi celebri, discussi, sicuramente legati al loro tempo e, oggi, purtroppo largamente ignorati soprattutto dalle giovani generazioni che non li conoscono né possono coglierne l’influenza su tanto cinema pure dei nostri giorni. Inoltre, a differenza di Truffaut, Rivette, Chabrol e Rohmer è ancora fra noi e sta per proiettare Le livre d’image, un nuovo lungometraggio. Ma è oggetto di un film che è tutto fuorché un omaggio. Le redoutable – la traduzione esatta è Il formibabile, ma per l’Italia si è stravolto in un Il mio Godard non privo di un reale perché – in proiezione lunedì 4 dicembre alle 18 e alle 21 all’Uci Cinemas di Montano Lucino per la rassegna Essai, racconta un anno di vita del cineasta francese. E che anno: il 1968. Il regista è Michel Hazanavicius, lo stesso di The artist che, per certi versi, ripete quel giochino fatto sul cinema muto, sui luoghi comuni della nouvelle vague e il Godard che vediamo sullo schermo è, appunto, il suo Godard, non quello vero. Semmai quello descritto da Anna Wiazemsky, con cui il regista visse un grande amore proprio in quel periodo, autrice del volume cui si ispira questo non – biopic.

Il mio Godard (Francia, 2017, 102 minuti) di Michel Hazanavicius con Louis Garrel, Stacy Martin, Bérénice Bejo, Micha Lescot e Grégory Gadebois
Il ritratto di una delle figure più importanti del cinema francese e mondiale, quella di Jean-Luc Godard, vista attraverso gli occhi dell’allora giovanissima moglie Anne Wiazemsky. Il sessantotto, il maoismo, le proteste contro la guerra in Vietnam, ma soprattutto la storia d’amore appassionata e complicata, tra Anne e Jean-Luc.

Biglietti a 5 euro.

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