Il mago di Oz torna al cinema

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La versione de Il mago di Oz diretta da Victor Fleming nel 1939 è un classico senza tempo.  La pellicola dal passato è stata restaurata e digitalizzata per un nuovo splendore. È soprattutto la magia dei colori che avvolgono Judy Garland quando lascia il bianco e nero della sua piccola casa nel Kansas per la fantastica terra di Oz a giovarsene. Una festa per gli occhi che arriva allo Spazio Gloria giovedì 15 dicembre.

Il mago di Oz (Usa, 1939, 101 minuti) di Victor Fleming con Judy Garland (Dorothy), Frank Morgan, Ray Bolger, Bert Lahr, Jack Haley, Billie Burke e Margaret Hamilton
Una favola musical che trova la sua ragion d’essere in un’immortale canzone, Over the rainbow, e in una voce che s’impenna limpida sulla soglia estrema dell’infanzia. Un film di fondazione dell’immaginario americano: «Non ebbe gran successo all’uscita. Ci vollero vent’anni per recuperare i costi. Ma poi finì per essere trasmesso così spesso in televisione che l’America si ritrovò ipnotizzata a fissare uno strano riflesso di sé», ha scritto il regista e storico del cinema Peter von Bagh. Judy Garland s’aggira inquieta nella terra di nessuno che precede l’adolescenza, finché un tornado la solleva in volo dal grigio Kansas e la trasporta oltre l’arcobaleno. Lo schermo s’accende di colori e forme ai bordi dell’allucinazione, le immagini si compongono in allegorie, le scarpette rosse schiacciano streghe cattive come Eva la testa del serpente. La morale «there’s no place like home», avrebbe dominato almeno due decenni successivi di cinema americano.

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