Il Lake Como Film Festival omaggia Segantini

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Natura, spiritualità, umanesimo e genio pittorico sono i temi della serata di giovedì 13 luglio del Lake Como Film Festival, alle Serre di Villa del Grumello. L’appuntamento sarà incentrato su Giovanni Segantini, maestro del Divisionismo, figura mondiale dell’arte. A lui è, infatti dedicato, alle 21.30, il lungometraggio Segantini – Ritorno alla natura di Francesco Fei. Sul grande schermo vedremo, nei panni di Segantini, l’attore Filippo Timi. La proiezione sarà preceduta, alle 21, da un dialogo tra Fei, regista, e Gioconda Segantini, nipote del grande pittore e sua profonda conoscitrice. È la figlia di Gottardo, uno dei quattro bambini di Giovanni Segantini e Bice Bugatti. Proprio con Gioconda, legatissima alla figura dell’illustre nonno, che purtroppo non conobbe mai (Segantini morì a 41 anni, per una peritonite fulminante, il 28 settembre 1899) ripercorriamo le tracce dell’artista, tra Italia e Svizzera.

La famiglia di Giovanni Segantini: la moglie Bice Bugatti tra i figli Mario, Bianca, Alberto e Gottardo

«Questo film intimo e incantato entra nelle strade e nei borghi, nelle valli e nei paesaggi alpini che segnarono l’opera e l’anima di quello che Kandinskij definì il pittore più spirituale mai esistito – ha spiegato il regista – E restituisce un ritratto complesso dell’artista che mette in scena gli scenari della sua vita come in una fiction e parallelamente interroga pensieri e ricordi di chi l’ha conosciuto e studiato a fondo. Un intreccio di vita e arte che è anche un affascinante scorcio di Novecento».

Spiega Fei: «Ho scoperto e amato fin da subito l’opera di Segantini visitando la Galleria d’Arte Moderna di Milano, perché possiede una sua personale e unica forza generatrice. Nei suoi dipinti si percepisce l’energia della natura nella sua più intima essenza e la presenza dell’uomo è colta nel confronto totalizzante con essa. Il suo messaggio è al tempo stesso classico ed estremamente contemporaneo. Anche la vita di Segantini possiede la medesima potenza, lo stesso fascino. Nato poverissimo, orfano a cinque anni, analfabeta, rinchiuso in un riformatorio a dieci, apolide per tutta la vita, riuscì, con la sua volontà e le sue capacità, a diventare uno dei pittori per importanti del simbolismo europeo. Inoltre con la sua compagna, Bice Bugatti, diede vita a una storia bellissima d’amore; come si legge nel piccolo cimitero di Maloja, dove riposano per sempre insieme, Arte e amore vincono il tempo. Segantini ha usato il paesaggio come base per una ricerca artistica fortemente simbolica e moderna, con risultati che lo elevano a livello mondiale. Non a caso all’estero è considerato come uno dei più grandi pittori simbolisti e artisti importanti come Kandinsky, Klimt e Klee hanno amato profondamente la sua arte». Ingresso libero.

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