Il Cineforum dell’Astra ricomincia da Carmen

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Per longevità e numero di iscritti – circa 650, nonostante un fisiologico calo negli anni – vanta quasi un primato nazionale. Arrivato all’edizione numero 64, il Cineforum dell’Astra ricomincia martedì 3 ottobre, con grandi speranze. Quelle dell’Acecc, l’Associazione cattolica ente comasco cinema, che gestisce la sala che compirà, nel 2018, mezzo secolo di vita, che si è affidata alla sapiente regia di Paolo Lipari, che con il festival Il cinema italiano ha saputo riportare gli spettatori sulle poltroncine rosse di viale Giulio Cesare 3. C’è lui, ora, in “cabina di regia”, naturalmente in stretta collaborazione con il direttore dell’Ufficio cinema della Diocesi, don Tiziano Raffaini. La situazione economica dell’Astra si è fatta meno incalzante, grazie a un accordo con la parrocchia di San Batolomeo per l’affitto degli spazi, ma resta a livello di guardia. Per questo, per sopravvivere nell’era dei multisala (e di Netflix, e dei film sul telefonino, e delle serie televisive preferite al cinema, e…) sono numerose le iniziative collaterali, prima fra tutte un’inaugurazione presa d’assalto dagli spettatori, con un maestro del cinema italiano, Silvio Soldini. Altri eventi seguiranno e, dal 3 all’11 febbraio, tornerà il festival, ma lo storico Cineforum, fondato da don Giuseppe Fossati 64 anni fa, ereditato dal compianto don Enrico Malinverno e, ora, pronto a una nuova vita a partire da oggi, resta il fulcro dell’attività culturale. Il primo titolo è a cavallo tra le arti ed è anche un classico dimenticato – e recuperato – del nostro cinema: Carmen di Francesco Rosi.

Placido Domingo e Julia Migenes Johnson in una celebre scena del film

Nel 1984 il regista di Le mani sulla città, Uomini contro e Il caso Mattei si cimentò con un genere nuovo, per lui: il film – opera. Grazie al Don Giovanni di Losey (ma prima ancora c’era stato il meraviglioso Flauto magico di Ingmar Bergman), il melodramma tornò di moda a Cinecittà e Rosi accettò di dirigere una versione sontuosa dell’opera di Georges Bizet, su libretto che Henri Meilhac e Ludovic Halévy trassero da un racconto di Prosper Mérimée. Nel cast, nel ruolo di don José il grande Placido Domingo mentre Escamillo, il toreadór è lo stesso Ruggero Raimondi che si era calato nei panni del don Giovanni. Carmen è la splendida e bravissima mezzosoprano americana Julia Migenes – Johnson, che rese indimenticabile ruolo e film. Lorin Maazel dirige l’Orchestre national de France e il disco della colonna sonora vinse il disco di platino in Francia. Un’ultima nota, anche le coreografie sono di prima grandezza, firmate dal genio di Antonio Gades, il grande innovatore del flamenco, che ha concorso alla realizzazione di quella che è, indubbiamente, la più grande Carmen del cinema, riportata in sala in concomitanza con l’anno dedicato a quest’opera dal Teatro Sociale.

Carmen (Italia, 1984, 152 minuti) di Francesco Rosi con Julia Migenes Johnson, Placido Domingo, Ruggero Raimondi e Julien Guiomar

Proiezioni alle 15.30 e alle 21, il 3 e 4 ottobre, riservate ai tesserati. La 64ª edizione del Cineforum prevede 22 film: vederli tutti costa 100 euro. Per chi ha fra i 18 e i 28, il prezzo si abbassa a 65, chi presenta un nuovo nominativo ne spende invece 80. Per gli iscritti sono previsti benefit, assicurati dalla tessera Amico dell’Astra: ci sarà l’ingresso per tutta la stagione a 6 euro, lo sconto del 25% sulla tessera del Festival del cinema italiano, il libero accesso alla videoteca dell’ufficio dell’Acecc. Ecco il programma completo:

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