Il branco degli Angulo ai Lunedì del cinema

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Il Lower East Side di Manhattan non sarà Broadway, ma non è esattamente una zona particolarmente degradata. Ma per i fratelli Angulo anche quella zona di New York era off limit: il padre, un inca peruviano Hare Krisna, non li lasciava uscire di casa se non sporadicamente, al massimo nove volte l’anno (e nemmeno ogni anno), terrorizzato che i suoi figli e sua moglie – statunitense – venissero contaminati da mondo di fuori.

I sei fratelli, l’unica sorella e la consorte vivenao in stato di reclusione volontaria, idolatrando quest’uomo intransigente, onnipresente, come una divinità casalinga. Un Dio spesso ubriaco e talvolta manesco. E la realtà? Era il cinema a raccontargliela: una famiglia di cinefili forzati, tirati su film dopo film, confondendo completamente realtà e finzione, mettendo in scena anche nella vita quotidiana sequenze di lungometraggi appena visti. Una storia… da film e, infatti, la regista Crystal Moselle ci ha fatto un film. Con una particolarità: dopo anni e anni di un training che nemmeno l’Actor’s studio potrebbe garantire, sono gli stessi Angulo a prendere possesso dell’immagine, incredibilmente telegenici, per raccontare la loro incredibile storia vera, così vera da suonare incredibile proprio come un film.

The wolfpack (Usa, 2015, 80 minuti) di Crystal Moselle con Mukunda, Bhagavan, Jagadisa, Krsna, Narayana e Govinda Angulo. Biglietti a 7 euro.

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