Il bambino zucchino e San Bill Murray per Famiglia si diventa

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Ultimo appuntamento con il ciclo di film Famiglia si diventa al cinema Astra di viale Giulio Cesare 3 e, per l’occasione, mercoledì 17 maggio si terrà una doppia proiezione. Quella delle 18.30 è dedicata a bimbi, ragazzi, insegnanti ed educatori. Il film è La mia vita da zucchina di Claude Barras e lo zucchino, in questo caso, non è un ortaggio, ma un ragazzino. Si ritrova solo dopo la morte della madre, ma nell’istituto per bambini abbandonati in cui viene accolto incontra nuovi amici, coetanei con altre storie di sofferenza alle spalle costituendo, così, una nuova famiglia, tutta speciale. Alle 20.45 St. Vincent di Theodore Melfi, lungometraggio che ruota attorno a un Bill Murray più burbero che mai. È decisamente un personaggio sgradevole, che rifiuta il mondo ed è felice di farsi rifiutare dal mondo. La sua vita cambia quando una donna separata che si è appena trasferita a vivere di fianco a lui gli chiede di badare a Oliver, il suo bambino. In qualsiasi altro caso si potrebbe pensare a una commedia scontata e anche se il finale è già scritto, basta la presenza di Murray a fare la differenza: nessuno sa essere erratico, indecifrabile, ma anche tenero, vulnerabile e poetico come lui. Il biglietto di ingresso, per ognuno dei due film, è a 5 euro.

La mia vita da zucchina (Svizzera / Francia, 2016, 66 minuti) di Claude Barras
Zucchino non è un ortaggio ma un bambino (il cui vero nome era Icaro) che pensa di essersi ritrovato solo al mondo quando muore sua madre. Non sa che incontrerà dei nuovi amici nell’istituto per bambini abbandonati in cui viene accolto da Simon, Ahmed, Jujube, Alice e Béatrice. Hanno tutti delle storie di sofferenza alle spalle e possono essere sia scostanti che teneri. C’è poi Camille che in lui suscita un’attenzione diversa. Se si hanno dieci anni, degli amici e si scopre l’amore forse la vita può presentarsi in modo diverso rispetto alle attese.


St. Vincent (USA,  2014, 102 minuti) di Theodore Melfi con Bill Murray, Melissa McCarthy, Naomi Watts, Chris O’Dowd e Terrence Howard
Vincent è un misantropo col vizio della bottiglia, delle scommesse ai cavalli e delle cattive maniere. Ruvido e scostante, Vincent non piace alla gente e a Vincent non piace la gente. Fanno eccezione Daka, una prostituta russa incinta con cui intrattiene una relazione economico-affettiva e Oliver, un ragazzino di pochi anni che si è appena trasferito con la madre nella casa adiacente alla sua. Maggie, separata e in affanno col lavoro, chiede a Vincent di occuparsi di Oliver in sua assenza. Prima riluttante e poi convinto dal compenso, Vincent accetta di dedicarsi al ragazzo, a cui rivelerà suo malgrado il suo cuore grande. Perché Vincent da molti anni ormai si prende cura della moglie, colpita da demenza senile, e di Daka, a cui paga gli esami per la gravidanza. Chiamato dal suo insegnante a raccontare la storia di una persona conosciuta e in odore di santità, Oliver sceglierà proprio Vincent, contribuendo con il suo amore ad addomesticarne il cattivo umore.

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