Il bacio di Cotroneo vince il Festival del cinema

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Ed è stato Un bacio di Ivan Cotroneo il film più votato dal pubblico, sempre numerosissimo, del festival Il cinema italiano, che si è concluso ieri sera all’Astra con una lunga serata di premiazione illuminata dalla presenza di un maestro come Marco Bellocchio e da una madrina d’eccezione come Lavinia Longhi. Dopo avere ospitato l’applauditissimo regista in due occasioni, a ritirare il riconoscimento è stato uno dei tre protagonisti di questo intenso film,  Rimau Grillo Ritzberger.

Applausi per Rimau Grillo Ritzberger

In comune con Lorenzo, il ragazzo che interpreta sul grande schermo, ha tutta la simpatia e la freschezza della sua età. Non era una vittoria scontata – tutti hanno riconosciuto una qualità generale altissima ai titoli in cartellone quest’anno – ma neppure imprevedibile perché, tra tutte, è stata l’esperienza cinematografica che più ha conquistato il pubblico, fin dalla lunga ovazione tributata all’autore. Un film contro il bullismo, un film sull’amore, sull’amicizia, sulla diversità. Anzi, sulla presunta diversità e l’altrettanto presunta normalità. Una storia moderna che ha trattato temi delicati con un tocco felicissimo, tanto che anche gli adolescenti – i giudici più terribili – che lo hanno visionato nella mattinata dedicata alle scuole lo hanno applaudito a lungo tempestando Cotroneo di domande.

Marco Bellocchio premia Rimau Grillo Ritzberger

Rimau è uno di loro, non ha ancora vent’anni, è nato a Vienna da madre austriaca e padre indonesiano e si è trasferito in Italia nel 2000. Ama il cinema, ha frequentato corsi di teatro e, ottenuto il ruolo in Un bacio, si è perfezionato con Nico Pepe e ha preso lezioni di ballo dal celebre coreografo Luca Tommassini. La sua determinazione, e questo successo, lo porteranno lontano. Domenica pomeriggio, alle 16, sarà all’Astra per assistere alla proiezione del suo film a ingresso libero per celebrare la vittoria, in una bella coda di questa manifestazione.

Marco Bellocchio e Paolo Lipari

Marco Bellocchio, regista di fama internazionale, è uno dei pochi per cui il termine “maestro” è usato a ragion veduta. Con Fai bei sogni non si è limitato a trasporre sul grande schermo il fortunato romanzo di Massimo Gramellini, ma ha impresso al lungometraggio il suo sguardo sempre incisivo e spunto di discussione. La sua partecipazione a quest’ultima serata è stato il giusto coronamento di una manifestazione che, anche quest’anno, si è confermata un punto di riferimento per i cinefili lariani.

Merito di Paolo e Francesca Lipari, dei ragazzi dell’associazione Sguardi, dei partner istituzionali e degli sponsor privati che hanno continuato a credere nel progetto, dell’Astra che resiste (la petizione on line va avanti e il sindaco Mario Lucini, presente a quesi tutte le proiezioni serali, ha già speso più di una parola in merito), ma merito soprattutto di un pubblico che non è mai venuto meno. È quindi bello chiudere queste cronache con l’aforisma che si è aggiudicato il premio di un concorso improvvisato il primo giorno grazie a Silvio Soldini e Alberto Casiraghy. Francesca Costantini ha scritto «Ho viaggiato per il mondo. Ho pianto molto. Sono stata felice. Ero al cinema».

(Foto di Andrea Butti)

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