I Festival si sposano tra cinema e musica

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Il Festival Como città della musica e il Lake Como film festival si sono rincorsi e intrecciati in questi giorni: finalmente, martedì 11 luglio, si incontrano, fondendo, inevitabilmente, note e immagini. Lo scenario è quello di Villa Gallia, in Borgo Vico: il parco si trasformerà in un’arena per concerto e proiezioni. Alle 21.15 la musica dell’Orchestra da camera Milano Classica, diretta da Giuseppe Califano e, a seguire, The mill and the cross di Lech Majewski, dedicato all’arte di Pieter Bruegel il Vecchio. Il concerto rientra nel ciclo di appuntamenti Intorno al festival e questo gemellaggio tra le due manifestazioni è diventato una piacevole consuetudine. Le immagini saranno lo sfondo per questa performance che sposerà Charles Chaplin (che fu anche compositore delle colonne sonore dei suoi film) e Steven Spielberg via John Williams, autore cui si devono alcuni dei temi più memorabili degli ultimi quarant’anni, senza dimenticare due glorie italiane: Nino Rota, che tanti ricordano per la sua lunga collaborazione con Federico Fellini o per Il padrino di Coppola, ma in una carriera lunga e ricca di sfaccettature ha scritto per gli autori più disparati. E, naturalmente, c’è Ennio Morricone, in tutto il mondo il simbolo dell’arte musicale italiana applicata al cinema, il “Maestro” per antonomasia da cui non si può prescindere e da cui non prescinderà nemmeno il programma di stasera per questo Cinematic dream.

L’Orchestra da camera Milano Classica

The mill and the cross, realizzato nel 2011 e presentato in Italia con il titolo I colori della passione, è un film davvero straordinario, un’esperienza visiva unica, che non può non lasciare il segno nello spettatore, soprattutto per chi ama l’arte in generale, i pittori fiamminghi in particolare e Bruegel nello specifico. La salita al Calvario è una delle opere più celebri e amimirate del grande pittore cinquecentesco: ambientò la Passione di Cristo non nella palestina di quindici secoli prima, ma nelle Fiandre del suo presente (siamo nel 1564), con i volti e i personaggi che conosceva. Il pittore ha il viso cinematografico e indimenticabile di Rutger Hauer, il replicante, il santo bevitore, l’uomo che ha visto cose che noi umani non possiamo neppure immaginarci che immagina, a sua volta, questo capolavoro, in una contemplazione ininterrotta tra l’uomo, l’arte e Dio. Questo film fa parte di una trilogia ideale che Lech Majewski, originartio di Katowice in Polonia, ha dedicato all’arte. Ha iniziato con Il giardino delle delizie, che prende spunto, ovviamente, dal polittico di Hieronymus Bosch. Dopo I colori della passione si è dedicato a Dante con Onirica – Field of dogs che, purtroppo, non ha avito grande circolazione.

Cineasta e produttore, Majewski è anche poeta, pittore, scrittore, compositore, davvero un “uomo del Rinascimento” che tanta parte occupa nella sua opera. Si è diplomato alla leggendaria Scuola di Cinema di Lodz (la stessa che frequentarono Roman Polanski, Krzysztof Kieslowski, Andrzej Wajda e Jerzy Skolimowski per non citare che i più celebri), ma non si è dedicato solo alla settima arte. Ha firmato regie teatrali e liriche, tra cui spicca una “Carmen” per l’Opera Nazionale Polacca che ebbe una grandissima eco. Ne ha perfino composta una sua, Pokòl Saren, rappresentata con successo. Trasferitosi negli Usa all’inizio degli anni Ottanta dove lavora nei campi più svariati anche se è, indubbiamente, la sua opera cinematografica ad attirare l’attenzione internazionale. Da domani i due festival tornano a dividersi: quello del Teatro Sociale domani impegna i cantanti di Aslico Academy in un momento lirico in via Garibaldi dalle 18, sempre Intorno al festival. Il cinema si sposta a Villa del Grumello per Deserto Rosa / Luigi Ghirri di Elisabetta Sgarbi. In caso di maltempo il concerto si sposterà al Teatro Sociale.

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