Gli esordi di Buñuel e Haneke al Mondo delle Uova

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Secondo appuntamento per il Cineforum di Mondo delle uoVa. Dopo il successo della prima serata, lunedì 4 aprile verrà proposto il format che diventerà standard, con in apertura un corto e, a seguire, un lungometraggio. Il tema di questa serata è Il tabù con la proiezione di Un chien andalou di Luis Buñuel e de Il settimo continente di Michael Haneke. La serata inizierà alle 21.30 e prevede anche la possibilità di un dibattito con l’organizzatore della prima edizione del Cineforum MdV, Matteo Fumagalli. Gli spettacoli saranno proiettati nella sala grande, sala prove di punta dell’associazione culturale che, dal 1999, è impegnata nella promozione della musica locale e non solo, grazie alla presenza di due sale prove e all’organizzazione di feste e mostre (non ultimo, Lambrock Festival che dal 2012 anima Lambrugo per tre giorni di musica, arte e cultura). Durante la serata sarà possibile usufruire del servizio bar e pop corn.
L’ingresso è gratuito con la tessera associativa, che sarà possibile ottenere in loco al costo di 5 euro.
Mondo delle uoVa si trova ad Arosio, in via Volta 38.

di Daniele Bordoli, responsabile stampa dell’associazione culturale Mondo delle uoVa


Un chien andalou (Francia, 1929, 16 minuti) di Luis Buñuel con Simone Mareuil, Pierre Batcheff, Luis Buñuel, Salvador Dalí e Robert Hommet
Ideato a quattro mani con Dalì, è l’opera d’esordio del grande Buñuel. Avvenimenti legati da una sorta di relazione onirica, senza un apparente nesso. Diventato celebre per alcune sequenze chiave. L’occhio tagliato da un rasoio, la mano piena di formiche e le mani del protagonista che carezzano i seni e le natiche della donna. Viene anche trascinato un pianoforte con due asini morti e due preti legati a delle funi. Uno dei due è Dalì.

Il settimo continente (Austria, 1989, 104 minuti) di Michael Haneke
Diviso in tre parti (1987, 1988 e 1989) narra le vicissitudini di una famiglia borghese: Anna (la madre), Georg (il padre) ed Eva (la figlia). Le prime due parti raffigurano giorno per giorno la loro vita e le loro attività quotidiane, concentrandosi sugli aspetti più banali. Ogni giorno il tempo viene scandito da azioni ripetitive (la sveglia, il viavai sempre uguale dei componenti della famiglia). Progressivamente si inizia a scorgere un malessere diffuso nella casa e tra i familiari, un malessere che mai viene esplicitato o spiegato: Eva finge senza alcun motivo apparente di aver perso la vista, cene silenziose cariche di angoscia e tensione, Anna che scoppia a piangere improvvisamente nell’auto mentre questa viene trasportata nel macchinario dell’autolavaggio. Nella terza parte, la famiglia, dopo essere tornata da una visita dai nonni, invia loro una lettera, informandoli della loro partenza. Il giorno dopo, chiuso il conto in banca e comunicato all’impiegato la loro partenza per l’Australia, vendono la macchina e acquistano numerosi oggetti taglienti. Riunitasi e sigillatasi in casa, dopo aver consumato un lauto pranzo, iniziano a distruggere sistematicamente ogni oggetto della casa senza esprimere alcuna emozione. Infine, “riordinata” la casa, si suicidano uno dopo l’altro.

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