Gli amori di una bionda nella Praga degli anni Sessanta

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L’Occidente lo ha scoperto grazie a Qualcuno volò sul nido del cuculo, perfetta trascrizione cinematografica del romanzo di Ken Kesey che ottenne ben cinque Oscar tra cui proprio quello per lui, il regista Milos Forman. È un cineasta parco: soli sette film da quel 1975: il musical Hair, Ragtime, il grande affresco musicale di Amadeus, Valmont, il controverso Larry Flynt – Oltre lo scandalo, la biografia di Andy Kaufman Man on the Moon e L’ultimo inquisitore, che risale, ormai, a più di dieci anni fa. Ma prima di trovare a casa a Hollywood, questo cineasta ceco esordì nella sua Praga, realizzando subito un capolavoro con L’asso di picche, bissato da Gli amori di una bionda, nominato all’Oscar al miglior film straniero, al Leone d’oro e ai Golden Globe senza ottenere, però, nessun premio. Dopo l’ottimo Al fuoco, pompieri! ci fu la Primavera di Praga e il regista emigrò negli Stati Uniti dove esordì nuovamente con il dimenticato Taking off. Grazie alla Cineteca di Bologna, Gli amori di una bionda torna in sala in edizione integrale restaurata, solo mercoledì 12 aprile allo Spazio Gloria.

Gli amori di una bionda (Cecoslovacchia, 1965, 82 minuti) di Milos Forman con Jana Brejchová e Vlamidir Pucholt
Nella cittadina di Zruc, non lontano da Praga, in una fabbrica di scarpe lavorano duemila donne. Il rapporto con gli uomini presenti in loco è di 16 a 1. Così il Comitato di fabbrica decide di chiedere all’esercito di stanziare dei soldati in città. Arrivano però soprattutto militari già piuttosto maturi. Una sera Andula e sue due amiche vengono corteggiate da tre di loro in una sala da ballo ma la ragazza è piuttosto attratta dal giovane pianista con il quale trascorre la notte e dal quale ottiene un vago invito ad andare a trovarlo a Praga. Cosa che Andula, non appena possibile, fa. Biglietti a 5 euro.

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