Gimme danger: sullo schermo la storia di Iggy & The Stooges

gimme-danger-sullo-schermo-la-storia-di-iggy-the-stooges
0 588

The Stooges: un gruppo che non ha conosciuto un grande successo: tre album realizzati a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta e nessuno di loro è entrato in classifica. Nemmeno un singolo. Non ha partecipato a nessuno dei festival importanti di quel periodo. Eppure Gimme danger, il documentario che arriva nelle sale cinematografiche solo il 21 e 22 febbraio, è tra i più attesi della stagione e non (solo) perché è stato diretto da Jim Jarmusch, regista che da sempre flirta con il rock. Semplicemente The Stooges, da Detroit, Michigan, sono la cult band più famosa del mondo. Merito di Iggy Pop, che sta a quel gruppo come Lou Reed stava ai Velvet Underground, un’altra formazione che non ha avuto il successo che meritava nel periodo giusto e che è stata riscoperta in seguito grazie alle prodezze solistiche del frontman nel decennio successivo. E Iggy, come Reed, deve ringraziare David Bowie, fin da giovane cultore attento di musiche “altre” rispetto al pop rock imperante e fan di entrambi. Pop, che all’epoca si faceva chiamare ancora Iggy Stooge, aveva pubblicato i primi due dischi (due capolavori assoluti) nell’indifferenza generale e aveva sciolto la band.

Fu proprio il “duca bianco” a convincerlo a rimettere in piedi una nuova line up per registrare Raw power (che contiene proprio la Gimme danger che intitola questo filmato). Ma il disco passò, ancora una volta, in secondo piano nonostante il coinvolgimento di Bowie: fu necessario attendere la seconda metà degli anni Settanta e l’uscita della doppietta The idiot / Lust for life perché Iggy Pop diventasse un nome conosciuto e, perché i punk scoprissero che, prima di loro, c’erano già stati gli Stooges. Gimme danger è in programmazione alle 20 all’Uci Cinemas di Montano Lucino (biglietti a 11 euro) e alle 21 allo Spazio Gloria (biglietti a 10 euro, ridotto tesserati Arci a 8 euro).

Lascia un commento