Filmlakers, la giornata dei corti al Lake Como Film Festival

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Tra le cose che pensavo potessero capitarmi nella vita, quella di fare parte di una giuria in un concorso cinematografico non l’avevo mai neppure presa in considerazione, un po’ perchè giudicare il lavoro altrui è sempre una faccenda spiacevole, e un po’ per il mio solito approccio “de panza” all’arte in generale, che mi spinge a valutare le cose da un punto di vista più emotivo che razionale, lasciando ai veri esperti del settore il proprio mestiere e limitandomi ad ascoltare la risonanza di questa o quell’opera sul mio sistema cardiocircolatorio.

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Comunque sia è successo, e domenica pomeriggio mi sono presentata al Teatro Sociale di Como per vedere in anteprima i sette cortometraggi in gara per Filmlakers, concorso all’interno del Lake Como Film Festival 2016. Sette corti, appunto, di sette minuti al massimo, girati nei sette Comuni della Provincia di Como che hanno aderito all’iniziativa, in soli sette giorni, da sette troupes di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. I criteri di valutazione comprendevano, oltre agli aspetti tecnici (su cui, ahimè, sono un filo deficitaria), la valorizzazione del paesaggio e il coinvolgimento del territorio, in termini di istituzioni, enti e popolazione. Seduta sulle comode poltrone della platea, mi sono gustata il frutto dell’ingegno e della fatica di ventuno giovani talenti, che hanno dimostrato, una volta di più, che la passione e l’entusiasmo sono alla base di tutto, e sono il punto di partenza per realizzare qualcosa di grande.

Tanti sono stati i temi affrontati nei corti, dalla delicata e matura storia d’amore in Alla nostra età, girato ad Albese con Cassano dalla troupe Los Pollos Hermanos alla rivalità campanilistica di Ásan e Sfundráa dei Kinopravda, con le bellissime riprese dall’alto del lago di Carate Urio, dalla caccia al tesoro per le vie di Cernobbio in Ale dei Videonauti al racconto toccante di Il Fulcinot, nel quale i Filmica mostrano squarci suggestivi della splendida Faggeto Lario, per arrivare a Terapia di Gruppo del Mag Team, con Lezzeno e le sue meraviglie a fare da cornice. C’è da rimanerci dallo stupore, davanti alla bellezza di certi luoghi incastonati sul nostro lago, di cui forse non ci accorgiamo in pieno, abituati come siamo a viverli nella quotidianità.20160724_234704

Con la sera, è giunto anche il momento della proiezione pubblica e della premiazione dei vincitori. L’Arena del Teatro Sociale era piena di gente attenta e curiosa, i corti e i loro protagonisti si sono alternati al centro della scena, quello che ne è scaturito è stato genuino e ha fatto bene al cuore. Al momento di decretare i vincitori, la giuria, all’unanimità (mai seduta fu più breve, rilassata e divertente, credetemi), ha assegnato il premio ai .G per il loro Non ci sono più i tafani, girato nel Comune di Zelbio, una storia ironica e ben costruita che fonde modernità e tradizione, con una coppia di attori dall’incredibile capacità comunicativa (tutti i protagonisti dei corti non erano professionisti, ma abitanti dei luoghi in cui sono state ambientati i soggetti). Il voto del pubblico è invece andato al divertentissimo e super acclamato Maschio Alpha dei DDC e a Gravedona, comune vincitore della scorsa edizione di Filmlakers. Due menzioni d’onore da parte dei giurati sono andate ad Ásan e Sfundráa per il recupero della memoria storica e allo zelbiese Carlo Sirtori per la sua bravura recitativa.

Si è chiusa così questa edizione del concorso, ma già si pensa a quella dell’anno prossimo, con l’auspicio che i partecipanti e i comuni coinvolti siano sempre più numerosi. Perché, parafrasando i Negrita, questa non sarà Hollywood, ma di sicuro ha una vista migliore.

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