Europa di Von Trier apre i Lunedì del cinema

leuropa-di-von-trier-apre-i-lunedi-del-cinema
0 599

I lunedì del cinema festeggiano i 25 anni sotto l’accorta guida di Alberto Cano con una serata a ingresso libero lunedì 9 gennaio alle 21 allo Spazio Gloria di via Varesina 72. Nel 1992 eravamo tutti più giovani, c’erano più sale cinematografiche (e i film non si potevano scaricare da alcunché), ma ciò nonostante, c’erano titoli difficili da reperire. Tra questi, ad esempio, Europa di Lars Von Trier, regista ancora relativamente sconosciuto, anche se aveva alle spalle già opere interessanti come L’elemento del crimine, Epidemic e Medea. Proprio su questo lungometraggio, meritevole del Premio della giuria al 44º Festival di Cannes, puntò Cano raccogliendo il testimone della rassegna di arte cinematografica da Mario Bianchi. Da allora è trascorso un quarto di secolo, con cinquanta stagioni cinematografiche, tantissimi film scrupolosamente riportati nella locandina di quest’anno. Invariati i prezzi dei biglietti (a 7 euro) e degli abbonamenti (70 euro per i 18 film), sempre interessanti i film in programma. Ed erano altri tempi davvero: Europa, ambientato nella Germania appena uscita dal nazismo, girato in un nitido bianco e nero che deriva proprio dall’espresisonismo tedesco mentre la trama esprime sentimenti molto forti contro lo Stato che cercava di lasciarsi alle spalle l’orrore del nazismo. Anni dopo, sottoscritto e disatteso il Dogma ‘95, vincendo premi e suscitando polemiche con Le onde del destino, Dancer in the dark, Antichrist, Melancholia e i due capitoli di Nymphomaniac, Von Trier è anche quello che ha sconvolto tutti affermando «Sì, Hitler mi fa un po’ simpatia e lo capisco», un’amara ironia fuori luogo, distante dal rigore di Europa.

Europa (Francia / Danimarca / Svezia / Germania, 1991, 112 minuti) di Lars von Trier con Eddie Constantine, Barbara Sukowa, Jean-Marc Barr e Udo Kier
Leopold Kessler, un americano di origini tedesche, arriva in Germania alla fine della seconda guerra mondiale per offrire il suo contributo alla ricostruzione del paese. Grazie all’aiuto di suo zio, trova un posto come cuccettista per la società ferroviaria Zentropa, di cui conoscerà i proprietari, una ricca famiglia legata al regime nazista e in cerca di riscatto. Nonostante la sua volontà di rimanere estraneo ai conflitti che ancora lacerano il paese, Leopold si troverà invischiato nell’attività della resistenza all’occupazione americana.

Lascia un commento