Dunkirk, i diversi volti di una guerra al Lux

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Ci sono modi diversi di raccontare una storia, soprattutto di viverla. Dunkirk non è un film di guerra che segue la normale narrazione, non è un film basato sull’azione o su drammatici epiloghi, non si svolge tutto con epiche scene, non avrete modo di vedere esplosioni ricorrenti e frasi a effetto. Questo è un film molto introspettivo che racconta la guerra e le sue angosce più profonde.

È un film nuovo per noi ma non per Christopher Nolan che ha cominciato a pensare alla sceneggiatura di Dunkirk all’inizio degli anni ‘90 e con l’aiuto di sua moglie Emma Thomas lo ha terminato nel 2015

Ambientato durante la seconda guerra mondiale, il film racconta dell’evacuazione di Dunkerque, ed è interpretato da un cast corale che comprende Fionn Whitehead, Damien Bonnard, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Aneurin Barnard, James D’Arcy, Barry Keoghan, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance e Tom Hardy.

Nonostante il set, Nolan ha dichiarato più volte che “Dunkirk” non è un tipico film di guerra, ma più che altro un film di suspence. Ha dichiarato: “È una storia di sopravvivenza e prima di tutto lo chiamerei un ‘film suspense’. Abbiamo davvero cercato di mantenere un diverso approccio, così che l’intensità del film fosse percepita in modo diverso”.

Si viaggia in parallelo su tre archi narrativi diversi, con tempi e cronologie sfasate fra di loro, naturalmente con tre punti di vista: il mare, la terra e l’aria. In mare la marina ha dato ordine di usufruire di ogni imbarcazione civile per poter consentire il salvataggio sulle sponde di Dunkerque. Qui troviamo il signor Dawson (Mark Rylance) che non lascia la sua imbarcazione nelle mani della marina, e decide di partire da solo insieme a suo figlio Peter (Tom Glynn-Carney). A loro si unisce anche George, un amico del figlio, nella speranza di poter aiutare.

Via terra Tommy (Fionn Whitehead), un soldato del British Army, si ritrova insieme ai suoi compagni sotto il fuoco tedesco per le strade di Dunkerque, dovrà farsi strada tra la città e il molo con la chance di trovare un escamotage per poter salpare verso la madre patria. Durante il suo viaggio incontrerà Alex (Harry Styles) che lo accompagnerà per questo lungo ed estenuante viaggio.

Christopher Nolan sul set del film

Infine via aerea troviamo il pilota di uno dei tre spitfire, Farrier (Tom Hardy), che dall’alto dovrà vedersela con gli aerei tedeschi e la salvaguardia del molo nei tempi ristretti dell’ultimo grande salvataggio di tutti i soldati rimasti a terra, una corsa contro il tempo considerando il poco carburante rimastogli a disposizione.

Ci sono diversi nomi di spicco nel cast di Dunkirk ma il film non ha molti dialoghi. Tutto resta molto incentrato sulla sensazione. Le emozioni che mi ha regalato questo film sono state diverse, un modo differente di vedersi raccontare la guerra attraverso un filo conduttore multiplo, passare dal salvatore a chi deve essere salvato e a chi deve sacrificato, a volte in un continuo e straziante ritmo di suspence e agitazione che non lascia tregua.

Due attori che avevano già lavorato per Nolan nella saga di Batman sono stati Tom Hardy e Cillian Murphy, che hanno poi preso parte a Dunkirk. Un’assoluta new entry (per il cinema e per Nolan) è stata Harry Styles

La guerra di Nolan la si vive così, a colpi di effetti sonori e di musiche al pari passo con gli avvenimenti che accadono in un susseguirsi di coinvolgimenti profondi. La si vive anche grazie a una splendida colonna sonora di Hans Zimmer, qui alla sesta collaborazione con il regista. Non c’è spazio per troppi effetti speciali sebbene alcune scene siano davvero impressionanti per come siano state ricostruite.

La fotografia di Hoyte Van Hoytema accentua l’intenso dramma che la vicenda ripercorre con dei toni cupi, dove sembra che il colore sia definito solo in sfumature in scala di grigi. La sensazione è quella di vivere un incubo, ma non solo per il terrore, per la desolazione, per la voragine che va creando nell’animo umano il continuo cercar salvezza, lo si capisce anche da diverse scene che mi hanno tenuto con il fiato sospeso fino alla fine.

L’evacuazione è durata otto giorni, con un totale di 338.226 soldati soccorsi da una flotta di 800 barche. L’Inghilterra ha perso 60mila soldati durante l’evacuazione. Speriamo quindi che almeno uno dei personaggi di Nolan possa essere un esempio di coloro che ce l’hanno fatta e sono sopravvissuti!

L’epilogo e tra i più avvincenti che possa esserci. Vi sembrerà non esser durato tanto come film ma, nei suoi 106 minuti, Dunkirk vi farà friggere sul posto. Quando finirà il tutto, avrete un groppone sulla gola e continuerete a farvi mille domande sulla malvagità dell’uomo, le violenze della guerra ma soprattutto su quanto è importante il valore della vita. Non ci sono vincitori, siamo sconfitti e perdiamo tutti. Quello che ci hanno insegnato le guerre fino a oggi è che non sono altro che un gigantesco sbaglio, Nolan c’è la fatto ricordare ancora una volta…

Dunkirk (Usa / Gran Bretagna / Francia, 2017, 106 minuti) di Christopher Nolan con Fionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles e Aneurin Barnard

Dunkirk è in programmazione al Lux di Cantù martedì 24 e mercoledì 25 ottobre per la rassegna Cinema di qualità. Biglietti a 5 euro.

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