David Gilmour, da Pompei al cinema nel segno dei Pink Floyd

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Dall’anfiteatro romano di Pompei alle sale cinematografiche di tutto il mondo: il doppio concerto – evento di David Gilmour arriva sugli schermi solo mercoledì 13, giovedì 14 e venerdì 15 settembre e anche se si è trattato di performance per promuovere Rattle that lock, l’ultimo album del chitarrista britannico, è il mito dei Pink Floyd che è tornato a risplendere ai piedi del Vesuvio. C’è chi sostiene di aver visto un concerto della mitica band a Roma nel 1968 con Syd Barrett (invece in formazione c’era già Gilmour), altri possono vantare di avere assistito a uno dei due concerti del 1971 a Brescia e ancora nell’Urbe, ma diffidate di chi sostiene di averli visti a Pompei nel 1971. Il film di Adrian Maben tratto da quell’esibizione è uno dei più celebri video “a luce rock”, ma si trattò di un concerto a porte chiuse, messo in scena solo per le macchine da presa.

Il 7 e 8 luglio 2016, Gilmour ha suonato di fronte a spettatori selezionati (selezionati con i soldi: i biglietti costavano una follia) per ripetere l’esperienza, 45 anni dopo, «Unico artista a esibirsi davanti a un pubblico all’interno dell’arena di Pompei dai tempi dei gladiatori, quasi 2.000 anni fa», strombazzano i comunicati. Gilmour ha commentato «Si tratta di un posto magico. Farvi ritorno e vedere il palcoscenico e l’arena è stata un’esperienza travolgente. È un luogo di fantasmi». Tra gli spettri anche quello di Roger Waters, che gira il mondo in senso contrario al suo, proponendo, a sua volta, le canzoni del loro vecchio gruppo: a uno mancheranno sempre l’arguzia e i testi dell’altro che dovrà sempre fare a meno dell’intelligenza musicale e dell’inconfondibile chitarra di David. C’è, sempre e comunque, il fantasma di Barrett, evocato da Shine on you crazy diamond e Wish you were here, immancabili in scaletta. Non manca un pensiero rivolto a Rick Wright, chiamato in formazione da Gilmour, purtroppo scomparso nove anni fa e omaggiato con la sua The great gig in the sky, uno dei brani più amati di The dark side of the moon, un album pubblicato nel 1973, ma che non ha ancora smesso di vendere (in questi giorni è perfino approdato nelle edicole italiane con la Repubblica, capintesta di una nuova collezione di cd dei Pink Floyd). Da lì arrivano anche Money e Time, inserite in set list assieme ai due classici da The wall, Run like hell e Comfortably numb, quest’ultima lasciata, come sempre, in coda.

Dagli anni più recenti dei Pink Floyd, quelli senza Waters, arrivano What do you want from me, High hopes, Coming back to life e Sorrow mentre David ha ripescato anche la bellissima Fat old sun da Atom heart mother. Quindi questo ritorno a Pompei spartisce solo One of these days con il concerto del 1971. Il resto è tutta farina del sacco solista di Gilmour, con estratti da On an island e dal disco nuovo (e pare che ce ne sia un altro pronto, di imminente pubblicazione). Il film – concerto presenta il meglio di entrambi gli show del luglio 2016, girati in 4K e Dolby Atmos dal regista Gavin Elder. David Gilmour live at Pompeii è distribuito al cinema da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Deejay e Mymovies.it.

Dove vederlo

Cinelandia, Como, ore 17.30, 20 e 22.20
Uci Cinemas, Montano Lucino, ore 18 e ore 21, a  allo  alle  e a Saronno al  alle 21 (solo giovedì).
Starplex, Sondrio, ore 21.15
Silvio Pellico, Saronno, ore 21 (solo giovedì 14)

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