Conto alla rovescia per Mastandrea

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Il Gloria è uno dei luoghi in cui preferisco passare le serate. Passare le serate (e qualche pomeriggio) a vedere bei film è una delle cose che adoro fare. Tra i miei film preferiti ce ne sono molti interpretati da Valerio Mastandrea, uno dei miei attori preferiti. Facile comprendere, dunque, quale possa essere il mio stato d’animo al pensiero di passare un venerdi sera al Gloria assistendo a un gran bel film interpretato da Valerio Mastandrea… con la presenza di Valerio Mastandrea!

Tutti giù per terra è uno dei film che ho anche in dvd, uno di quelli acquistati al momento della chiusura dei Blockbuster della città (un minuto di silenzio, per favore): l’unico vantaggio di quel momento è stato poter fare incetta di film a prezzi che definire modici è più che un eufemismo.

Un giovane Valerio Mastandrea con i Csi sul set di Tutti giù per terra

Della “collezione” fa parte anche Cose dell’altro mondo (lì c’erano pure il Diegone nazionale – no, non Maradona – e Valentina Lodovini che mannaggiaallei quanto è bella e brava e simpatica): come spesso accade nei film interpretati dal nostro Valerio, la trama è un mix tra realtà e “fantasia” che conquista il pubblico. Molto meno fantasioso, ahimè, il personaggio che invece interpreta in Un giorno perfetto di Ozpetek: non avrei mai potuto immaginare quel ruolo – tremendo – per lui ma anche grazie alla sua interpretazione, il film colpisce all’anima; dal finale sconvolgente, ma che senz’altro resta nel cuore.

Con Valentina Lodovini e Diego Abatantuono in Cose dell’altro mondo

Mastandrea si è cimentato con il ruolo di padre anche con Leo, l’idraulico vedovo alle prese con i due figli adolescenti e le visioni della moglie defunta in Il comandante e la cicogna: una perla. Padri ma anche figli: una delle cose che più ammiro di questo attore è come passi da un ruolo all’altro senza mai (s)cadere in interpretazioni replicate, in cose già viste. Nonostante sia sempre lui, nonostante si tratti sempre della sua (a mio parere bellissima) faccia, Bruno de La prima cosa bella è molto diverso dal Massimo del recente Fai bei sogni. Visto al Gloria (guarda un po’ che strano…), quest’ultimo mi ha convinto nonostante corresse il solito rischio del «sì ma il libro era meglio» e nonostante ci fosse un confronto – immediato e reale – con il vero Massimo protagonista della storia: Mastandrea ne esce – manco a dirlo – a testa alta (*).

Con Berénice Bejo in Fai bei sogni

Nei primi anni io cui l’ho scoperto sono stata abituata a vederlo in alcuni ruoli – risalenti a parecchio tempo fa – da romano de Roma, diretto, sfacciato, con quell’accento che non può che conquistare (sto cercando di dosare le parole ma l’effetto sarebbe da rendere con ben altre). In Velocità massima è un meccanico che diventa il mentore del proprio apprendista e lo “inizia” alle corse clandestine salvo, poi, rubargli la ragazza. In Palermo – Milano solo andata passa dall’altra parte nel ruolo di un agente della scorta un po’ burino e riesce a essere ironico e credibile anche quando muore.

In Palermo – Milano solo andata con, tra gli altri Raoul Bova e Giancarlo Giannini

Altrettanto credibile – non si può dire che il nostro non sia versatile – in Romanzo di una strage: eccederò, forse, nel sostenere che questo è un film che andrebbe fatto vedere spesso e certamente nelle scuole, ma di certo non eccedo sostenendo che l’interpretazione del commissario Luigi Calabresi da parte di Mastandrea è magistrale; se consideriamo poi che, insieme a molti altri nomi eccellenti, nel cast troviamo Pierfrancesco Favino nel ruolo di Giuseppe Pinelli, è chiaro quale sia il livello. Mi rendo conto che Valerio è uno di quegli attori che considero familiare, non solo perché ho visto e amato la gran parte dei suoi film ma anche e soprattutto perché questi hanno accompagnato varie fasi della mia vita e perché lui riesce ad entrarci come una presenza consueta. Ogni tanto anche inaspettatamente o fuori programma compare un suo film, come è accaduto per Ogni maledetto natale, intercettato per caso in TV nelle settimane passate.

Con Pierfrancesco Favino in Romanzo di una strage

Lo Stefano Nardini di Non pensarci, altro film della collezione post noleggio, è un personaggio che – sebbene sembri lontanissimo da me – ho riconosciuto vicinissimo, forse non solo per l’età che ci accomuna. Ho colpevolmente trascurato la serie che ne hanno tratto e forse ora è il momento di recuperare. D’altra parte, in questo film il protagonista è un musicista trentaseienne che vive una fase di crisi esistenziale e, incerto sul futuro lavorativo e non solo, torna dalla famiglia e alla stessa si riavvicina facendosi carico dei problemi altrui, aiutato e contraccambiato dalla sorella e dal fratello. Un po’ diverso, o forse un’evoluzione del personaggio di Walter in Tutti giù per terra: «Era tutto un complotto: mio padre, la colazione, la scuola, quelli sul tram, quelli a piedi. I marciapiedi. Tutti con lo stesso obiettivo: rovinarmi l’esistenza. Fregarmi. E io cercavo di fregarli a modo mio. Come? Ero libero. Libero! Libero nel senso che non avevo un cazzo da fare, ecco.»

Ecco, io non vedo l’ora di stasera.

(*) PROMEMORIA per gli appassionati: Fai bei sogni e Fiore (sì, anche lì recita Mastandrea) saranno due dei film in programma a Il Cinema Italiano – 12. festival a Como in programma da sabato 28 all’Astra.

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