Collateral beauty, la grande bellezza di Will Smith

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La bellezza collaterale la chiamano, quell’insieme di elementi che compongono tutto ciò che ci circonda, il concatenarsi di eventi particolari che fanno parte della nostra quotidianità, una conseguenza dietro a un accaduto che sfocia in una serie di reazioni da parte nostra e di chi ci circonda… È come fare colazione in una mattina primaverile in una balconata che si affaccia sul centro di Roma, magari davanti alla maestosità del Colosseo: i colori del cielo sono strani e non si intuisce che tipo di giornata vi si prospetta davanti, sorseggiate quella tazza di tè caldo e osservate le nuvole posarsi sopra il monumento. Tutto dipende da voi, il gusto dei colori, il suono dei sentimenti e delle emozioni che udirete, fa tutto parte del vostro stato d’animo, se buono o cattivo, se brutto o bello, ma soprattutto se felice o triste, se si potesse descrivere la bellezza collaterale in tutte le sue sfumature potrebbe essere questo un esempio.

Edward Norton e Will Smith

David Frankel ci racconta una storia diversa da quelle già viste o sentite, e per questo bisognerebbe già puntare le orecchie e tenere gli occhi ben aperti. Collateral Beauty è un film estremamente profondo e dalle morali forti, incisive, che vanno a toccare nello specifico delle tematiche particolari e delicate, come la perdita di una persona a noi cara e le dinamiche che conducono allo sconforto e alla sofferenza che questo va creando nella vita di una persona.

Michael Peña, Kate Winslet e Will Smith

Will Smith interpreta Howard Inlet, un manager di un’agenzia pubblicitaria di successo che perde la figlia all’età di sei anni. Le vicende narrate all’interno del film risalgono a tre anni dopo questo tragico fatto: Howard si è lasciato andare a una vita di depressione e solitudine cancellandosi dal mondo e estraniandosi da tutto e tutti, i suoi soci di lavoro e amici – Edward Norton / Whit Yardsham, Kate Winslet / Claire Wilson e Michael Peña / Simon Scott – sono preoccupati per il loro futuro e quello dell’azienda e nel vedere il loro amico, nonché socio, in questo stato. Temono di non poter più far nulla per recuperare psicologicamente Howard che, fino alla scomparsa di sua figlia, era il migliore nel suo campo, esperto in comunicazione e un ottimo oratore capace di trascinare e coinvolgere tutti i potenziali clienti a farsi coinvolgere in affari importanti.

Helen Mirren, Keira Knightley e Jacob Latimore

Whit è il suo migliore amico, ha problemi familiari, è divorziato e ha un pessimo rapporto con sua figlia che lo odia con tutta se stessa. Claire è sola, si sente invecchiata, vorrebbe diventare madre, ma non sa cosa fare e ha paura di accettare certe verità scomode. Infine c’è Simon, che fra tutti gli amici di Howard forse è il meno fortunato per via del suo stato di salute non proprio ottimale. I tre personaggi incontreranno casualmente tre attori di un piccolo teatro – Keira Knightley / Aimee Moore, Helen Mirren / Brigitte e Jacob Latimore / Raffi – in cerca di finanziatori per la realizzazione della loro prima opera teatrale. I tre soci di affari e i buffi artisti si coadiuveranno legandosi tramite un accordo per effettuare un piano strampalato e macchiavellico ai fini di destabilizzare la posizione di Howard, sperando di portarlo a prendere una decisione definitiva a riguardo della sua posizione lavorativa. Naturalmente succederà qualcosa di inaspettato che stravolgerà la vita di Howard e delle altre persone coinvolte portando tutto e tutti a uno sconcertante epilogo inaspettato e significativo, dalla morale forte e toccante.

Collateral beauty è un film da guastarsi in pieno relax con la voglia di osservare e ascoltare, di commuoversi e piangere, non tanto per la drammaticità che sa indubbiamente esprimere, ma per la sua bellezza nel raccontare con immagini e dialoghi il senso della vita e riconoscersi in uno dei tanti spaccati di vita che vengono presi in osservazione, è quella lacrima che tireresti fuori con molto piacere perché non fa male e ti fa riflettere su come per assurdo anche la scomparsa di una persona a noi cara porta sempre a delle sconcertanti conseguenze, che a lungo andare, prendono una piega positiva e riescono a dare una spiegazione a tutta la sofferenza e il dolore provato nei momenti di sconforto.

Will Smith e Jacob Latimore

Il film è ben montato e ha un ritmo lento che non stufa, ma che lascia il giusto tempo per la riflessione su quello che accade e sulla percezione al dettaglio, qui fondamentale. L’interpretazione del cast intero è superlativa, in primis per il nostro Will Smith che non si tradisce mai in pellicole come questa che danno spazio a intensa emozione e pathos. Lo consiglio a tutti coloro che hanno da farsi perdonare qualcosa di grave al proprio io, che non riescono a perdonarsi per i propri errori, a chi ha voglia di ben sperare in momenti di perdizione e confusione, a chi ha voglia di cercare risposte in una marea di domande sull’esistenza e sul perché certe tragedie accadono. Se vorrete vi basterà rifletterci dopo il film e vi sarà più chiaro che cosa può essere la Bellezza collaterale. Basterà che vi fidiate del vostro pensiero e del vostro gusto, delle vostre esperienze e del vostro istinto, perché non esiste un’esatta concezione di essa se non l’idea che vi farete voi in testa, tutto e niente…

Dove vederlo

Cinelandia Como alle 15.10; 17.10; 20.20; 22.20
Lux di Cantù alle 17.40; 20.10; 22.20
Uci Cinemas di Montano Lucino alle 16.20; 17.40; 20.10; 22.20

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