Brividi alla Casa Bianca: tornano gli intrighi del potere di House of cards

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«Dopotutto, non siamo niente di più di quello che scegliamo di rivelare». È questa, forse, la citazione che più di tutte è in grado di condurci nell’universo psicologico di House of cards. Prodotta da Netflix e amatissima in tutto il mondo, la fortunata serie racconta le vicissitudini e gli intrighi operati alla Casa Bianca da Kevin Spacey e Robin Wright nei panni dei coniugi Underwood, spietati e disposti a tutto pur di conquistare il potere. Dopo mesi di trepidante attesa, finalmente è certa la data di uscita della quinta stagione: 30 Maggio 2017 sulla piattaforma Netflix mentre, in Italia, resterà un’esclusiva di Sky Atlantic che proporrà la messa in onda in contemporanea attraverso il servizio video in streaming.

Il trailer, esploso sui social nel giorno del giuramento di Donald Trump, non ha deluso le aspettative preannunciando uno scenario avvincente quanto inquietante: una bandiera capovolta mossa dal vento e un coro di bambini che ripete: «Giuro fedeltà alla bandiera degli Stati Uniti d’America, e alla Repubblica che essa rappresenta: una Nazione al cospetto di Dio, indivisibile, con libertà e giustizia per tutti». Forse semplice tempismo, in linea con gli avvenimenti reali, forse un vero e proprio attacco al neo eletto Presidente Trump. Qualunque sia la verità, Netflix ha centrato l’obiettivo caricando di impaziente attesa tutti gli appassionati della serie.

Un successo, quello di House of cards, che potremmo dire annunciato grazie a una sceneggiatura raffinatissima, magistralmente interpretata da un cast di attori talentuosi e intensi sui quali emerge, indubbiamente, Spacey nei panni del presidente Frank Underwood. Ma il vero protagonista della serie è il desiderio feroce e irrefrenabile di dominio insaziabilmente presente negli sguardi, nelle pieghe dei volti quanto in quelle dei vestiti e che sovrasta ogni ambiente, ogni inquadratura, ogni intenzione, ogni singola parola. Una bramosia in grado non solo di congelare le nostre aspettative politiche, ma anche di destrutturare la visione tradizionale della femminilità attaccandone l’immagine iconica americana per eccellenza: la first lady. Dei tanti aspetti intriganti della storia, infatti, il ruolo delle donne è sicuramente uno dei più innovativi: imponenti, raffinate, spietate, bellissime, in grado di conquistare il potere quanto gli uomini e più degli uomini senza perdere mai, nemmeno per un istante, la loro femminilità.

Di sua moglie Claire, interpretata da Robin Wright, Frank dice: «Amo quella donna. La amo come gli squali amano il sangue», ed è proprio così: la ferocia amorale di Frank Underwood è in grado di sterminare qualsiasi cosa, ma si annichilisce dinanzi a Claire, portavoce di una femminilità aggraziata quanto crudele in grado di infrangere i modelli stereotipati di una seduzione stantia e banale.

Una femminilità che aveva già visto la luce nei fasti dell’Antica Roma popolata da donne che conoscevano bene il potere e come appropriarsene, in grado di manipolare, in grado di sedurre senza essere schiave della seduzione, in grado di macchiarsi dei più feroci delitti se necessario. Dall’antica Roma alla Casa Bianca: le donne di House of cards, come moderne Agrippina e Livia Drusilla, sono fiori d’acciaio macchiati di sangue. Non siamo niente di più di ciò che scegliamo di rivelare: saper celare il buio della propria anima è l’arma con cui l’intrigo si appropria del potere e questo gli spettatori di House of cards lo sanno bene.

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