Assassin’s creed, dal game allo schermo

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Quella del 4 gennaio 2017 per molti fan di Assassin’s creed è stata una data importante. Anche io come migliaia, forse milioni in tutto il mondo, aspettavo questo momento, e sebbene ci fossero tutte le premesse per un film degno di nota, a partire dal cast principale e dalle scene intraviste nel trailer, il dubbio di assistere alla nuova e tormentosa azione commerciale di trasposizione cinematografica deludente di un videogame era nell’aria. Tutto sommato la curiosità era troppa e non si può fare attendere troppo tempo per una risposta ad una domanda che in questi ultimi giorni sarà balenata nella testa di tutti coloro che erano , o sono, indecisi a voler vedere questo film: ne vale la pena? La Ubisoft, casa di produzione francese del videogame, ha contribuito alla produzione del lungometraggio e ha cercato di fare il possibile per realizzare un film potenzialmente buono, soprattutto in previsione di una nuova saga cinematografica. Ovviamente era impensabile che per Assassin’s creed, dopo la valanga di soldi guadagnati in tutto il mondo tra videogame e gadget di qualsiasi tipo, non arrivasse il momento di realizzare un film: i propositi ci sono e la storia è ricca di elementi che non stonerebbero affatto sul grande schermo.

Assassin’s creed, the game

La storia è semplice, anche se dalle mille sfaccettature. Siamo ai giorni nostri, Callum Linch (Michael Fasbbender) è un detenuto in carcere di massima sicurezza, sta andando incontro alla pena di morte per un omicidio commesso ai danni di un presunto criminale. Subito dopo l’esecuzione si risveglia in una struttura segreta sede della Fondazione Abstergo e conosce la dottoressa Sophia Rikkin (Marion Cotillard) che gli rivela di aver in qualche modo falsato la sua morte per sottoporlo a degli esperimenti sul codice genetico che potrebbe consentire la conoscenza di ricordi risalenti alle vite dei antenati di Callum tra cui, in particolare, quella di Aguilar de Nerha nel periodo storico che si aggira intorno alla fine del 1.400 in Andalusia, durante il periodo dell’inquisizione spagnola e facente parte della setta segreta denominata Assassini.

Michael Fassbender

Augilar ha il compito di custodire e proteggere a qualsiasi costo un artefatto denominato Mela dell’Eden, capace di poter conferire a chi lo possiede una smisurata energia e il controllo sul libero arbitrio di qualsiasi essere vivente sul pianeta terra. Di questo oggetto nel corso della storia non si è più saputo nulla e Aguilar, secondo le ricerche effettuate di Sophia e da suo padre direttore della fondazione Abstergo, Alan Rikkin (Jeremy Irons) entrambi appartenenti al sacro ordine dei Templari, è l’ultimo personaggio a esservi entrato in contatto. Tramite l’Animus, un macchinario di invenzione Abstergo, è possibile far rivivere alle persone ricordi risalenti ad alcuni momenti della vita dei propri antenati.

Marion Cotillard e Michael Fassbender

Ma perché i templari vogliono la mela? e chi sono veramente gli Assissini? Per queste e altre domande non avete altro da fare che vedere il film perché vi ho già spoilerato troppo, ma, se volete avere un idea di quale film vi state appropinquando a vedere, posso dirvi innanzi tutto che non sarete messi davanti alla narrazione e alle gesta di un personaggio appartenente alla saga del videogame bensì a un qualcosa di nuovo e diverso da quanto visto finora, il che rappresenterà per molti di voi un vantaggio / svantaggio: sicuramente, da una parte, lo svantaggio di non vedere personaggi familiari e situazioni analoghe a ciò che ci ha fatto innamorare di questa splendida epopea, dall’altra la possibilità di assistere a qualcosa di nuovo e creativo sotto molti aspetti. Bisogna semplicemente valutare quali possano essere le vostre aspettative.


Quando sono entrato in sala non avevo assolutamente alcun tipo di aspettativa, sapevo benissimo che andavo incontro a una scatola chiusa e senza nessuna certezza, partendo già dal presupposto che molti degli appassionati di cinema sono riluttati al sol pensiero di andar a veder film simili per via di molti pregiudizi, ma anche di altri tentativi che hanno prodotto materiale di scarso rilievo. Perciò mi sono limitato a sedermi, mettere silenzioso al cellulare, e cominciare a ingolfarmi la bocca di popcorn e Pepsi, desideroso di voler passare un paio d’ore di puro intrattenimento.

Marion Cotillard e Jeremy Irons

Alla fine ci riesco per davvero, incredibilmente osservo, ascolto e mi lascio trascinare. Come in una specie di luna park, comincia il giro e te lo godi, non pensi a cosa succederà dopo o a cosa non ci sia di bello. Mi concentro su quanto ho davanti ai miei occhi e vedo delle cose interessanti, delle riprese suggestive e un sonoro a effetto, cosa che non sottovaluto mai in nessuna pellicola. Vedo che le differenze con alcune parti del gioco sono evidenti, ma mi rendo conto che, a livello estetico, alcuni elementi devono avere per forza un’interpretazione visiva diversa e con maggiore effetto, come la rielaborazione dell’Animus, a mio avviso non così assurdo come giudicano molte persone in altre recensioni. Fassbender è fantastico, si sa sdoppiare bene dal personaggio di Callum a quello di Aguilar e non poteva esserci attore migliore di lui per dare inizio a questa saga. Marion Cotillard convince e dà vita al personaggio più interessante del film mentre Jeremy Irons è quello sfruttato di meno e male, di fatti il suo personaggio non è ben gestito né adeguato al valore dell’attore che lo interepreta. Non si può dir lo stesso del personaggio interpretato da Ariane Labed che veste i panni di Maria, assassina compagna di Aguilar, carica di fascino mistico e determinazione.

Ariane Labed e Michael Fassbender

Assassin’s creed è un film riuscito bene per il peso delle aspettative che gli si è creato attorno e Justin Kurzel confeziona un film con la difficoltà di doversi destreggiare in una svariata quantità di limitazioni e paletti creativi dovuti alla forte influenza che potrebbe esserci da parte dei fan che si aspettano la perfezione da un prodotto che non può averla. Ma dipende sempre da come si vuole affrontare la visione del film perché di aspetti positivi ce ne sono molti, il ritmo è buono e tiene alta l’attenzione dello spettatore (da far notare una situazione buffa avvenuta durante la proiezione del film in sala: l’intervallo nel bel mezzo di una scena concitata mi ha fatto balzare in piedi imprecando contro il mondo ad alta voce davanti a tutti) , effetti speciali giusti e ben dosati, movenze dei personaggi in pieno stile Assassin’s creed.


Con questo film non si può definire di aver raggiunto un livello altissimo o di render giustizia a un videogame di enorme successo, ma resta il fatto che, per l’appunto, il videogame rimane comunque il videogame mentre il film è un film e come tale ha un trattamento diverso con dei contesti diversi. Bisogna trovare ovviamente il giusto punto d’incontro, ma non si può ottenere la stessa ricetta che ha reso Assassin’s creed quello che è oggi , il gioco che ha stregato e coinvolto milioni di persone in tutto il mondo. Il film è un degno omaggio alla serie e sono convinto che date le buone potenzialità offerte da questo episodio ne possano nascere dei sequel molto interessanti, mentre per chi non ha mai seguito le gesta videoludiche di un assassino attraverso le console o minimamente non ha mai conosciuto di cosa tratti il film credo che possa piacere senza alcun problema. Ci sono lacune e buchi a livello di sceneggiatura, ma volendo possono tranquillamente esser colmati da una buona dose di azione e di scene spettacolari ad alto tasso adrenalinico.


Aspettavo questo film da molto tempo e mi sento soddisfatto. Poteva esser fatto di meglio? Sicuramente, ma poteva esser fatto anche peggio quindi sono contento e vi consiglio anche di vederlo lasciandovi coinvolgere, ricordando quanto di più importante possa esserci in un film di questo tipo: distrarsi e catapultarsi in un altro mondo, lontano dalla realtà emai come in questo caso è appropriata questa frase: «Quando gli altri seguono ciecamente la verità, ricorda: nulla è reale. Quando gli altri si piegano alla morale o alle legge, ricorda: tutto è lecito. Agiamo nell’ombra per servire la luce. Siamo Assassini». Nulla è reale, tutto è lecito.

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