Amici miei, zingarata al Carroponte

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«Prematurata la supercazzola, o scherziamo?». No, il Mascetti, il Melandri, il Necchi, il Perozzi e il Sassaroli non hanno bisogno di presentazioni. Sono gli Amici miei, protagonisti del film che Pietro Germi non poté dirigere, realizzato da Mario Monicelli, grande classico della commedia all’italiana sullo schermo del Carroponte di via Granelli 1 a Sesto San Giovanni lunedì 12 giugno alle 21.30, primo appuntamento di una rassegna dedicata al cinema italiano (in programma, prossimamente, anche Il sorpasso, I vitelloni e Rocco e i suoi fratelli). Cinque uomini di mezza età ammazzano il tempo nella Firenze degli anni Settanta, tra spose bistrattate, ex mogli acide, figli dimenticati, amanti troppo giovani e vecchi scrocconi a cui giocare tiri atroci. Le “zingarate” senza meta, a distruggere paesini per finta, a occupare matrimoni di sconosciuti, invadere ospedali, tutto per dimenticare le responsabilità e i fastidi della vita, scherzando sempre, anche quando bussa la morte.

Amici miei (Italia, 1975, 140 minuti) di Mario Monicelli con Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Duilio Del Prete e Adolfo Celi
Cinque amici sui cinquanta (qualcuno arrivato nella professione, qualcun altro ormai in disarmo, ma tutti con una voglia matta di rimanere giovani, di vivere una vita picaresca come da ragazzi) ogni tanto lasciano le rispettive occupazioni e si radunano per le “zingarate” (vagabondaggi, scherzi feroci, ragazzate). Finché uno di loro muore (anche se la moglie crede fino all’ultimo che si tratti di una beffa dell’incorreggibile personaggio). Ingresso libero.

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