Al Tittoni le note stonate di Florence

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Florence Foster Jenkins non è un soprano che si incontra nell’elenco delle grandi interpreti liriche. Anzi. Pur animata da un’incrollabile forza di volontà, unita a una dedizione unica, la sua voce raramente restava intonata il tempo necessario per prendere le note che le arie che sceglieva per il suo repertorio, spesso difficilissime, imponevano. Il risultato poteva essere straziante o esilarante, a seconda dei punti di vista. La povera Florence, attiva nella prima metà del Novecento, è passata alla storia come perfetto esempio di cantante stonata. È perfettamente vero – basta ascoltare – ma la sua storia è più complessa e meritava di essere approfondita dal cinema. Dopo Marguerite di Xavier Giannoli con Catherine Frot, non dichiaratamente, ma palesemente ispirato alla vita della Jenkins, ecco un biopic più fedele anche se con qualche concessione allo spettacolo ove spicca la prova maiuscola di Meryl Streep. Florence è in proiezione al Parco Tittoni di Desio lunedì 26 giugno alle 21.30.

Florence (Gran Bretagna, 2016, 110 minuti) di Stephen Frears con Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Rebecca Ferguson e Nina Arianda
New York, 1944. Florence Foster Jenkins è una melomane facoltosa che si crede dotata per il canto. Fiaccata da una malattia che cova dietro le perle e nella penombra della sua stanza, Florence decide di perfezionare il suo talento con un maestro compiacente. Perché marito ed entourage hanno deciso di tacitare la sua mediocrità. Cantare per Florence non è un capriccio ma una terapia che le permette di vivere pienamente, ricacciando i fantasmi. Ma quello che doveva essere un trastullo colto per apprendere il repertorio classico, diventa il desiderio incontenibile di trovare un palcoscenico. Maestro e consorte si prestano al gioco e l’accompagnano, uno al piano, l’altro in attesa dietro le quinte, sulle tavole celebri della Carnegie Hall. Nella speranza che il concerto non volga in fiasco. Biglietti a 3,50 euro.

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