Al cinema tutto Il disprezzo di Godard

al-cinema-tutto-il-disprezzo-di-godard
0 814

Un nuovo classico del cinema ritrova la gioia del grande schermo. È Il disprezzo di Jean – Luc Godard. O forse sarebbe meglio indicarlo con il suo titolo francese, Le mépris. Questo perché l’edizione originale del film e quella nostrana differiscono di non poco. Paradossalmente, un film metaforico, dove il cinema è mostrato nei suoi conflitti, nella sua impossibilità di essere arte se non si svincola dalle logiche produttive (celebre, in questo senso, la scena ove campeggia la scritta «Il cinema è un’arte senza futuro», attribuita addirittura ai progenitori, ai fratelli Lumière), venne massacrato proprio in nome di logiche commerciali. Su suggerimento di Roberto Rossellini, il regista francese accettò di dirigere un adattamento del romanzo di Alberto Moravia, Il disprezzo, cui si attenne abbastanza fedelmente. Godard avrebbe voluto due americani come protagonisti, probabilmente Frank Sinatra e Kim Novak. Il produttore italiano Carlo Ponti, invece, spingeva per la moglie, Sophia Loren, e per Marcello Mastroianni, rinnovando una consolidata coppia cinematografica.

Brigitte Bardot

Alla fine si arrivò al compromesso con due attori francesi: ma se Michel Piccoli era un bravo e misurato interprete, Brigitte Bardot era il più grande sex symbol a livello mondiale e i produttori costrinsero Godard a utilizzarla in chiave erotica. Il cineasta ripagò con una scena di nudo che è uno dei momenti più alti del film e che, incredibilmente, venne tagliata dalla versione italiana. Ponti prese definitivamente possesso del film per il nostro mercato. Lo rimontò, modificò la colonna sonora e, soprattutto creò un effetto straniante nelle scene che mettono a confronto lo sceneggiatore – Piccoli, francese, con il produttore Jack Palance, americano. Nella finzione si sta girando un Ulisse diretto da Fritz Lang (e il grande maestro tedesco interpreta se stesso). Ognuno parla nella sua lingua con un’interprete. Ma nel doppiaggio tutti parlano italiano, rendendo ridicolo e inspiegabile la funzione della traduttrice e aggiungendo un involontario tocco surrealista a quelle scene. La versione che arriva sullo schermo dello Spazio Gloria giovedì 9 e venerdì 10 febbraio è quella restaurata e con il director’s cut.

Il disprezzo (Francia, 1963, 103 minuti) di Jean – Luc Godard con Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jack Palance, Fritz Lang e Giorgia Moll
Lo scrittore Paul Javal vive a Roma con la moglie Camille. Gli viene chiesto dal produttore americano Jerry Prokosch di riscrivere la sceneggiatura di un film ispirato all’Odissea la cui regia è stata affidata a Fritz Lang che Prokosch ritiene troppo intellettuale. Il produttore è attratto da Camille e Paul lascia che i due, nonostante la contrarietà di lei, possano rimanere da soli. Da questa situazione prende forma il disprezzo che Camille inizierà a provare per il marito. Biglietti a 5 euro.

Lascia un commento